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Gli stadi dell’HIV

Gli stadi della malattia HIV si basano sull’anamnesi, sull’esame fisico, sulle evidenze di laboratorio di disfunzione immunitaria, sui segni e sintomi, sulle infezioni e i tumori. In particolare la classificazione dell’HIV e dell’AIDS negli adulti e negli adolescenti viene associata alla conta delle cellule T CD4+ (i linfociti colpiti dal virus ,responsabili dell’immunità cellulo-mediata).

Infezione primaria

il periodo che va dall’infezione con HIV allo sviluppo degli anticorpi HIV è conosciuto come infezione primaria. Questo periodo si caratterizza per un’intensa replicazione virale e una generale disseminazione dell’HIV in tutto il corpo. I sintomi associati con il range di viremia passano da nessuno a gravi sintomi di tipo influenzali, nel corso dell’infezione primaria si verifica il periodo finestra durante il quale una persona è affetta da hiv, ma gli esami sul prelievo per l’anticorpo HIV sono negativi. Il periodo finestra può durare da 1 a 6 mesi.

Durante questo periodo (soggettivo) si verificano alti livelli di replicazione virale e distruzione di cellule T CD4+, come risulta dagli alti livelli di HIV nel sangue e dalla vertiginosa caduta numerica delle cellule T CD4+. Dopo circa tre settimane in questa fase acuta possono manifestarsi sintomi simili a quelli della mononucleosi come : emicrania , linfonodi ingrossati, febbre, dolore muscolare ra ecc. Questi sintomi si risolvono in circa 7 / 20 giorni non appena l’organismo inizia ad avere un controllo sul virus. Cioè la popolazione di cellule T CD4+ risponde in modo da stimolare le altre cellule immunitarie come i linfociti CD8+ in modo da aumentare la morte delle cellule infettate. Il corpo cosi produce anticorpi in grado di tenere sotto controllo l’HIV trovando un equilibrio che può anni e che da inizio alla seconda fase della malattia.

N.b. i sintomi della malattia possono anche non essere presenti, è molto soggettivo l’approccio che può avere il virus su ogni singolo individuo.

HIV asintomatica ( linfociti t cd4+ )

Entro circa sei mesi la velocità di replicazione virale arriva a uno stadio più basso ma relativamente stabile in una sorta di “punto stabilito”. Raggiunto l’equilibrio tra replicazione virale e le cellule T CD4+ la persona può entrare in una fase asintomatica che può durare da pochi anni a più di 10 anni. In questa fase le persone si sentono bene e accusano pochi sintomi della malattia.

HIV sintomatica (linfociti t cd4+ da 200 a 499 per mm cubo)

Con il passare del tempo il numero di cellule T CD4+ gradualmente diminuisce, l’organismo non riesce più a rispondere all’aumento del virus e incominciano a manifestarsi sintomi rilevanti come: herpes zoster, neuropatia periferica, candidosi , diarrea e febbre superiore a un mese ecc..

AIDS (poco più di 200 linfociti t cd4+ per mm cubo)

Quando i livelli delle cellule t cd4+ scendono sotto le 200 cellule per mm cubo si dice che le persone hanno l’AIDS . Per una diagnosi più prescisa è anche importante verificare la % di linfociti t cd4+ sul totale, quando sono meno del 14% è coerente con la diagnosi di AIDS. Alcuni sintomi di questo stadio: sarcoma di kaposi, encefalopatia, polmoniti ricorrenti, cadndidosi diffuse, setticemia da salmonella, toxoplasmosi del cervello ecc…

Conoscere di essere sieropositivi è estremamente importante, permette di tenere sotto controllo la malattia , riducendo drasticamente la possibilità di tramutare l’HIV in AIDS e di infettare gli altri.

masturbazione_femminile

Autoerotismo maschile e femminile

La masturbazione è l’autostimolazione degli organi sessuali, in genere fino al raggiungimento dell’orgasmo.

Oggi è considerato un comportamento normale, soprattutto negli adolescenti e nei giovani adulti. Il piacere autoerotico è presente sin dalla prima infanzia, ma si intensifica e assume un significato diverso a partire dalla pubertà. In questo periodo, i cambiamenti fisici e ormonali e il risveglio dell’interesse sessuale forniscono un forte stimolo ad esplorare il proprio corpo e la propria sessualità sperimentando il piacere attraverso l’autoerotismo. La maggiore frequenza di questa attività si registra infatti solitamente nell’adolescenza.

Oltre il 90% dei maschi e più del 65% delle donne si masturbano in una certa fase della loro vita. Il metodo usuale consiste nel massaggiarsi il pene o la clitoride con la mano o con sussidi strumentali. Oggi si sta poi sempre maggiormente diffondendo l’uso di farmaci coadiuvanti per aumentare il piacere.

La stimolazione che si riceve invece da un partner, anche se si avvale delle stesse modalità va distinta dall’autoerotismo. Si parla in questo caso di masturbazione reciproca in quanto avviene una stimolazione vicendevole praticata nel sesso di coppia.

La masturbazione non provoca danni fisici o psicologici, nonostante la convinzione ottocentesca che fosse causa di pazzia , cecità o altri disturbi. Questa convinzione si basava, forse sull’osservazione che , talvolta, i ritardati mentali gravi e i soggetti sofferenti di schizofrenia si masturbavano in pubblico, segno quindi di “malattia”. Altre convinzioni derivavano dall’educazione religiosa che spesso stigmatizzava l’autoerotismo considerato in contraddizione con la riproduzione.

Vi è poi la masturbazione compulsiva ovvero la necessità di masturbarsi in continuazione, come una sorta di tick nervoso che colpisce alcuni soggetti instabili. Questi soggetti, affetti da masturbazione compulsiva non possono proprio fare a meno di massaggiarsi gli organi genitali anche in luoghi pubblici al fine di raggiungere il sommo piacere.

Con l’avvento del porno gratis online la masturbazione ha visto un picco di crescita negli ultimi anni diventando una vera e propria moda del secolo. Basti pensare alle centinia di migliai di filmati che circolano in rete che costituiscono ottimo materiale su cui costruire fantasie sessuali e concedersi qualche momento di sano relax.